Un binomio da non sottovalutare
Due tra i più comuni disturbi del sonno sono l’OSAS, ovvero la Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, e l’insonnia.
A volte esiste una correlazione tra queste due patologie che diventano quindi un binomio da non sottovalutare.
Scopriamo di cosa si tratta con il Dr. Fontana, Pneumologo e Specialista in disturbi respiratori del sonno.
I sintomi di OSAS ed insonnia
I punti in comune
La Sindrome delle apnee ostruttive del sonno è caratterizzata da un forte russamento ricorrente ed intermittente che causa una sospensione temporanea del respiro.
L’insonnia, invece, si manifesta con un insieme di disturbi tra cui la difficoltà ad iniziare o riprendere il sonno.
Entrambe le condizioni presentano una sintomatologia comune come: risvegli frequenti durante la notte, la conseguente stanchezza durante l’arco della giornata e difficoltà di attenzione e di memoria.
La compresenza delle due malattie
Sintomi e difficoltà maggiori
Alcuni studi affermano e dimostrano che circa il 40% dei pazienti che soffrono di OSAS manifestano anche i sintomi dell’insonnia.
Inoltre il 30-40% dei pazienti che soffrono di insonnia cronica soffrono anche di apnee notturne.
Possiamo quindi affermare che in alcuni casi le due condizioni sono compresenti e purtroppo causano così sintomi e difficoltà amplificate tra cui:
- sintomatologia aumentata e più grave
- difficoltà nel pronunciare una diagnosi definitiva e corretta
- rischio di prescrivere una terapia scorretta o non efficace
Diagnosi e cura
Indagare su entrambe le condizioni
È quindi importante indagare su entrambe le condizioni grazie ad un monitoraggio cardiorespiratorio notturno e la polisonnografia, esami poco invasivi che si possono realizzare a domicilio e che consistono nella registrazione dell’attività respiratoria e del sonno durante la notte.
Trattare l’OSAS e l’insonnia migliora la qualità di vita della persona e la sicurezza di chi gli sta accanto.








