L’asma bronchiale è anch’essa una patologia cronica delle vie aeree, caratterizzata da ostruzione delle vie aeree, parziale e generalmente reversibile, che può comparire fin dall’infanzia e senza predilezione di genere.
Può essere estrinseca, cioè causata da una risposta ad allergeni (pollini, acari della polvere, alimenti) o per esposizione professionale. Vi sono tuttavia anche le forme in cui non vi è una evidente allergia (asma intrinseco).
È caratterizzata da una esagerata risposta immunitaria (mastcellule, eosinofili, neutrofili) che determina infiammazione delle pareti delle vie aeree ma scarso coinvolgimento del parenchima polmonare.
I sintomi sono la tosse, il respiro sibilante e la mancanza di respiro. Auscultando il paziente spesso si repertano fischi e sibili.
Si diagnostica con il test alla metacolina, ovvero facendo inalare tale sostanza a dosi progressivamente crescenti che negli asmatici induce una risposta broncocostrittiva a causa dell’iperreattività bronchiale di fondo.
La gravità dell’ostruzione bronchiale si determina con la spirometria. La radiologia spesso non evidenzia alterazioni.
Si differenziano forme da lievi a gravi in base all’ostruzione bronchiale ed ai sintomi (GINA 1-4). Il trattamento farmacologico come per la BPCO si basa sull’utilizzo di spray ed erogatori di polveri microfini: il primo approccio è sempre con steroidi, associando poi broncodilatatori beta2 agonisti.
Vi sono poi farmaci biologici di ultima generazione, da riservarsi ai casi più gravi. La prognosi è generalmente favorevole, tranne nelle forme più severe ed in quelle acute fatali (giovanili).


